"I Manga che hanno cresciuto Katsuhiro Otomo" alla Biblioteca del Manga e delle Sottoculture in memoria di Yoshihiro Yonezawa
Ridendo e scherzando è passato più di un anno dal mio ultimo viaggio a Tokyo, una città che tanto non sopporto quanto persiste ad attrarmi inesorabilmente; visto che ormai mi reputo un'otaku abbastanza spregiudicata, però, cerco istintivamente di allontanarmi dalle piste "più battute", un pò per fuggire alla folla di turisti stranieri, che ormai ovunque passano lasciano terra bruciata, un pò per curiosità e spirito di avventura.
Tra le tappe che mi sono regalata in un viaggio un pò più frenetico del previsto, ho dedicato una mattinata alla visita della Biblioteca del Manga e delle Sottoculture in memoria di Yoshihiro Yonezawa (ufficialmente nota come "Yoshihiro Yonezawa Memorial Library of Manga and Subcultures", e a volte scientemente abbreviata come "Meiji University Manga Library"), nel quartiere di Chiyoda a Tokyo, anche se non approfondita come avrei voluto. Ne parlo in maniera un pò più generale su Gundamverse.it, ma in questa sede vi racconterò della piccola ma significativa mostra dedicata ai manga considerati "formativi" da Katsuhiro Otomo (大友克洋を育てたマンガたち展, Otomo Katsuhiro o Sodateda Manga-tachi Ten).
Questo articolo avrebbe dovuto far parte del numero invernale della mia fanzine Tomoko, poi me sò rotta er cazzo e vabbeh. Spero che su questo blog la gente sia più invogliata a leggere cosa scrivo.
Stendendo un velo pietoso sulle mie avventure editoriali, ho una vera passione per queste cose, e stravedo per questo genere di condivisioni tese a raccontarci in maniera trasversa cosa si cela nell'intimo degli autori, affrontando l'argomento delle loro ispirazioni ed influenze.
Il pretesto per questa mostra è stata l'illustrazione promozionale per la raccolta del 2022 Otomo Katsuhiro Complete Works, dove Otomo si ritraeva con i suoi manga preferiti da bambino e adolescente.
La biblioteca li ha recuperati ed esposti, parte della collezione stessa di Otomo, arricchendoli con un commento del celebre mangaka.
In un primo piccolo angolo, vengono mostrati tre lavori selezionati dall'illustrazione in cui un Otomo adolescente condivide le sue influenze in fatto di letteratura, musica e manga.
Si tratta di Seishoku-ki, una raccolta di storie brevi di Kazuhiko Miyaya (1971), Hikari Kaze di Tatsuhiko Yamagami (1970) e Sekishoku Elegy di Seiichi Hayashi (1970). Quest'ultimo è edito in Italia come Elegia in Rosso, per la Coconino Press.
I temi sono quelli classici dell'esplorazione sessuale, i grandi moti di protesta e il senso di insoddisfazione e la sperdutezza tipica delle giovani generazioni-- Attuali in ogni epoca ed ogni latitudine.
La maggior parte di questi lavori era pubblicata più o meno regolarmente sulle grandi riviste del periodo, opportunamente ritratte col giovane Otomo.

Sia la rivista COM che Garo sono state fucine indispensabili ad incanalare la letteratura dei giovani mangaka-- Tra questi citiamo anche il grande Tezuka, messo in crisi dal contropiede dei "disadattati" dei manga, e costretto a scendere in campo lui stesso con lavori più controversi come l'immenso La Fenice (1967).
Anche Otomo fa le stesse osservazioni, e annota come in special modo Garo fungesse da campo di addestramento per i giovani assistenti di mangaka più famosi; nel contesto, ricorda con piacere i lavori di Ikegami pubblicati in uno speciale della rivista (1970), che hanno contribuito a renderlo uno dei suoi autori preferiti.
Naturalmente quindi non mancano tra le influenze di Otomo i grandi autori, come Tezuka o Ishinomori:

Nello specifico, Otomo ricorda come Mutant Sub (1961) di Ishinomori fosse il manga che alle elementari scopiazzava più di frequente per realizzare le sue prime storie originali, seguendo con dedizione ciò che riportava la guida Come diventare un Mangaka (マンガ家入門, Mangaka Nyūmon).
Ho vissuto poi un piccolo momento da fangirl davanti ai manga di Sanpei Shirato:

Parlando di Kamui-den (1964), capolavoro di Shirato, Otomo racconta che da bambino le scene cruente del manga gli facevano paura, poi quando Shirato iniziò a disegnare lavori più indirizzati ad un pubblico giovane, come Watari o Sasuke, lo recuperò, realizzando di quanto fosse un opera fondante alla base per chiunque volesse comprendere il tema della discriminazione e dell'ingiustizia sociale.
Sbirciando tra i titoli poi resta sempre interessante guardare anche i lavori che non si conoscono, anche solo per l'atmosfera di quei tempi che trasudano le illustrazioni.
A parte lo shock di trovare tra i titoli Mangaka Zankoku Monogatari (1961), mi ha incuriosito questo Chidamari di Mitsuyoshi Sonoda (1965), parte della serie Iron Muscle; nel suo commento, Otomo tira in ballo questo specifico titolo per raccontarci del sistema dei "manga a noleggio" che ha contribuito alla distribuzione dei fumetti per ragazzi come intrattenimento a partire dal dopoguerra. Otomo ricorda di come questa copertina in particolare lo fulminò, e da allora pazientava ogni mese per poter leggere il nuovo capitolo.
Vedo uno sguardo vacuo nei vostri occhi... E se vi dicessi che Sonoda è l'autore di Arrivano i Superboys! (赤き血のイレブン, Akakichi no Eleven)? Vi suonerebbe una campanella..?
Incidentalmente, una piccola area incentrata a un'esposizione temporanea legata alla mostra in corso era proprio dedicata ai lavori di Sonoda!
Dopo essere rimasto positivamente impressionato da Iron Muscle, Otomo iniziò a cercare altri lavori di Sonoda, completamente catturato dalla sicurezza ed espressività del suo stile di disegno. Spy!! (1965) è un'intrigante giallo che cattura l'interesse del giovane Otomo con la sua complessa narrativa mentre Ashita no Waka (1965) è un manga sportivo che contrapponeva il ruolo di arte marziale nobile del judo a quella di strumento moderno per tenere in forma i ragazzi nelle scuole.
La rivista dove Sonoda era più attivo (all'inizio con lo pseudonimo Hidekazu Arikawa) era Young Heat; Otomo ricorda l'atmosfera molto gioiosa delle copertine di questa rivista, spesso in contrasto con le altre gekiga, forse in un tentativo di presentarsi come una rivista più disinvoltamente "mainstream".
In conclusione, evviva la curiosità!
Tra le tappe che mi sono regalata in un viaggio un pò più frenetico del previsto, ho dedicato una mattinata alla visita della Biblioteca del Manga e delle Sottoculture in memoria di Yoshihiro Yonezawa (ufficialmente nota come "Yoshihiro Yonezawa Memorial Library of Manga and Subcultures", e a volte scientemente abbreviata come "Meiji University Manga Library"), nel quartiere di Chiyoda a Tokyo, anche se non approfondita come avrei voluto. Ne parlo in maniera un pò più generale su Gundamverse.it, ma in questa sede vi racconterò della piccola ma significativa mostra dedicata ai manga considerati "formativi" da Katsuhiro Otomo (大友克洋を育てたマンガたち展, Otomo Katsuhiro o Sodateda Manga-tachi Ten).
Questo articolo avrebbe dovuto far parte del numero invernale della mia fanzine Tomoko, poi me sò rotta er cazzo e vabbeh. Spero che su questo blog la gente sia più invogliata a leggere cosa scrivo.
Stendendo un velo pietoso sulle mie avventure editoriali, ho una vera passione per queste cose, e stravedo per questo genere di condivisioni tese a raccontarci in maniera trasversa cosa si cela nell'intimo degli autori, affrontando l'argomento delle loro ispirazioni ed influenze.
Il pretesto per questa mostra è stata l'illustrazione promozionale per la raccolta del 2022 Otomo Katsuhiro Complete Works, dove Otomo si ritraeva con i suoi manga preferiti da bambino e adolescente.
La biblioteca li ha recuperati ed esposti, parte della collezione stessa di Otomo, arricchendoli con un commento del celebre mangaka.
In un primo piccolo angolo, vengono mostrati tre lavori selezionati dall'illustrazione in cui un Otomo adolescente condivide le sue influenze in fatto di letteratura, musica e manga.

I temi sono quelli classici dell'esplorazione sessuale, i grandi moti di protesta e il senso di insoddisfazione e la sperdutezza tipica delle giovani generazioni-- Attuali in ogni epoca ed ogni latitudine.
La maggior parte di questi lavori era pubblicata più o meno regolarmente sulle grandi riviste del periodo, opportunamente ritratte col giovane Otomo.

Anche Otomo fa le stesse osservazioni, e annota come in special modo Garo fungesse da campo di addestramento per i giovani assistenti di mangaka più famosi; nel contesto, ricorda con piacere i lavori di Ikegami pubblicati in uno speciale della rivista (1970), che hanno contribuito a renderlo uno dei suoi autori preferiti.
Naturalmente quindi non mancano tra le influenze di Otomo i grandi autori, come Tezuka o Ishinomori:

Ho vissuto poi un piccolo momento da fangirl davanti ai manga di Sanpei Shirato:

Sbirciando tra i titoli poi resta sempre interessante guardare anche i lavori che non si conoscono, anche solo per l'atmosfera di quei tempi che trasudano le illustrazioni.
Vedo uno sguardo vacuo nei vostri occhi... E se vi dicessi che Sonoda è l'autore di Arrivano i Superboys! (赤き血のイレブン, Akakichi no Eleven)? Vi suonerebbe una campanella..?
Incidentalmente, una piccola area incentrata a un'esposizione temporanea legata alla mostra in corso era proprio dedicata ai lavori di Sonoda!

La rivista dove Sonoda era più attivo (all'inizio con lo pseudonimo Hidekazu Arikawa) era Young Heat; Otomo ricorda l'atmosfera molto gioiosa delle copertine di questa rivista, spesso in contrasto con le altre gekiga, forse in un tentativo di presentarsi come una rivista più disinvoltamente "mainstream".
In conclusione, evviva la curiosità!
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